Progetto “E’ ora di aiutare le rondini"lunedì 25 marzo 2013

Progetto “E’ ora di aiutare le rondini"

Osservare, programmare, agire, ma anche informare, divulgare, coinvolgere persone; questo serve oggi per difendere la rondine e questi sono gli obiettivi del progetto regionale “E’ ora di aiutare le rondini”. Dopo due anni di lavoro di campo ecco i primi risultati a testimoniare il calo di coppie presenti nonché la riduzione fino al 50% in alcune aree campione. Le relazioni conclusive sono state presentate nell’ambito del 2° Workshop del progetto tenutosi il 9 marzo ed ospitato dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano.


La Rondine è un animale carismatico, in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica e quindi di fare da “specie ombrello” per tanti altri animali fondamentali per l’ecosistema, ma meno conosciuti o meno popolari. E’ però anche un eccellente indicatore biologico di qualità ambientale: più le tecniche agronomiche sono ecosostenibili, più numerose saranno le rondini. L’erosione degli ecosistemi naturali, in Italia e in Africa, dove sverna, e la trasformazioni nelle pratiche agricole (fitofarmaci, stalle moderne, …) influiscono infatti negativamente sulla vita della Rondine. Secondo la LIPU, in Italia la popolazione delle Rondini è diminuita tra il 20 e il 50% negli ultimi anni, mentre in Lombardia il calo annuale è del 4% circa. Per contrastare questa diminuzione, su iniziativa del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate e grazie al contributo di Regione Lombardia, nel 2011 è nato il progetto “È ora di aiutare le rondini”; sotto il coordinamento scientifico del Dott. Roberto Ambrosini (Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze - Università degli Studi di Milano Bicocca) e il coordinamento tecnico-organizzativo della stessa Area Protetta, si è sviluppata una rete collaborativa nel territorio lombardo che ad oggi vede coinvolti il Parco Adda Sud, il Parco delle Groane, il Parco della Valle del Lambro, Parco di Montevecchia e della valle del Curone, Parco del Mincio, PLIS dei colli Briantei, Comunità Montana Morbegno di Valtellina, Comunità Montana del Sebino Bresciano, Provincia di Cremona e Comune di Monza. Grazie alla grande adesione di collaboratori, il progetto rappresenta oggi il più grande censimento di Rondini mai effettuato al mondo.


Il progetto, effettuato con metodologie rigorosamente standardizzate che garantiscono la validità scientifica dei dati raccolti, ha coinvolto 420 cascine nel 2011 e 417 nel 2012. Le Rondini non sono variate significativamente in 7 delle 9 aree censite in entrambi gli anni, ma hanno mostrato decrementi significativi nel Parco Adda Sud (-56,5%) e nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone (-50%); purtroppo in queste aree i trend demografici osservati paiono essere la prosecuzione di un decremento in atto da lungo tempo (Ambrosini et al. 2012). Le motivazioni del trend negativo generale dell’Hirundo rustica (la Rondine) sono certamente da ricercarsi nel fatto che questa specie foraggia prevalentemente sui prati da sfalcio e sulle culture foraggere in generale (Ambrosini et al. 2002) e la loro progressiva riduzione, a favore di colture cerealicole può aver ridotto la disponibilità di insetti (Sicurella et al. 2013). Anche la dismissione dell’allevamento in una cascina determina un declino marcato delle popolazioni; l’Hirundo rustica infatti nidifica preferenzialmente nei locali del bestiame che, essendo più caldi, presentato condizioni più favorevoli per la riproduzione (Ambrosini e Saino 2012).


I dati raccolti nei censimenti consentono di effettuare una precisa valutazione della distribuzione attuale delle Rondini in numerose aree della Lombardia. La pianificazione di progetti di tutela e conservazione di questa specie, quindi, non possono prescindere da una valutazione accurata dei trend demografici; risulta pertanto di grande importanza scientifica la ripetizione del censimento nei prossimi anni nelle medesime aree di studio in modo da ottenere stime il più possibile precise. Con questo imprescindibile presupposto si è svolto il 2° Workshop nel mese di marzo in occasione del quale sono state dettagliatamente presentate le relazioni risultanti a coloro che hanno donato il loro tempo per il buon svolgimento del progetto. – Un’iniziativa che rappresenta un lustro per il nostro Parco – dichiara Mario Clerici, Presidente del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate – Al centro della buona riuscita ci sono nuovamente i due fattori che più di tutti trascinano la realtà di un Parco Naturale: la passione ed il volontariato. Ora ci mettiamo nuovamente in gioco per far si che non venga a mancare l’indispensabile continuità per rendere questo progetto ancora più grande e significativo. -


Ecco le relazioni complete:


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