Stagni contro la riduzione di anfibimercoledì 22 febbraio 2012

Stagni contro la riduzione di anfibi

Tra le molteplici conseguenze dei cambiamenti climatici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni si osserva la graduale scomparsa di molti dei luoghi idonei alla riproduzione degli anfibi; il Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate per contrastare questa tendenza ha realizzato alcuni stagni artificiali in differenti località dell’Area Protetta con ottimi risultati dimostrati dall’immediata colonizzazione degli specchi d’acqua da parte di numerosi anfibi e non solo.

Come hanno ormai dimostrato la maggior parte degli scienziati stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti climatici, anche se non siamo ancora a conoscenza di come si modificherà il clima nei prossimi anni. Negli ultimi decenni, infatti, si è notato un aumento delle temperature medie ed una differente distribuzione temporale e spaziale delle piogge. Questi due fenomeni hanno avuto come prima conseguenza la riduzione in superficie e volume dei ghiacciai alpini, ma sono anche stati responsabili delle prolungate siccità primaverili-estive che hanno colpito più volte il Nord Italia, provocando la graduale scomparsa di molti dei luoghi idonei alla riproduzione degli anfibi (spesso piccole pozze d’acqua stagnante all’interno del bosco).

Per contrastare questa tendenza negativa il Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, settore Agro-forestale e faunistico, ha realizzato sei stagni artificiali in differenti località. Il successo di questi interventi si è notato già dopo pochi mesi dalla fine dei lavori, visto che gli stagni sono stati prontamente colonizzati dalla fauna acquatica, soprattutto invertebrati. La vegetazione acquatica invece, con l’eccezione del giunco comune (Juncus effusus), molto diffuso in tutto il territorio del Parco Pineta, colonizza con difficoltà i laghetti artificiali, probabilmente perché troppo lontani da aree umide naturali e circondati dal bosco. La presenza di vegetazione acquatica (idrofite) è molto importante, visto che permette:

  • una miglior riproduzione degli anfibi, gli adulti riescono ad ancorare le ovature alle piante acquatiche;

  • una maggior sopravvivenza dei girini e della fauna acquatica, che trovano un nascondiglio sicuro tra le piante sommerse;

  • la riduzione dell’evaporazione nei periodi più caldi, minor rischio di prosciugamento degli stagni;

  • la depurazione dell’acqua, riducendo il rischio di fioriture algali;

Non tutte le idrofite, però, possono essere utilizzate per colonizzare questi specchi d’acqua. Le specie prescelte devono avere alcune caratteristiche fondamentali: essere autoctone (specie che si è originata ed evoluta nel luogo in cui si trova), poco invasive (che non riempiono tutto lo stagno in poco tempo) e adatte a piccoli specchi d’acqua.

Nel biennio 2008-2009 sono state messe a dimora piante acquatiche autoctone negli stagni artificiali, ed i successivi controlli hanno dimostrato la validità dell’intervento. Si è potuto constatare, infatti, il buon attecchimento degli esemplari “piantati”, e l’utilizzo da parte della fauna acquatica (invertebrati in primis) come rifugio contro i predatori. Negli stagni dove le idrofite si sono acclimatate meglio, aumentando il numero degli individui presenti, abbiamo inoltre riscontrato la presenza di due specie acquatiche molto selettive, la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) ed il tritone crestato (Triturus carnifex).

Monitorare e conoscere la biodiversità di cui si è custodi è un’azione alla base del ruolo di preservazione del Parco che ci è stato assegnato – dichiara Mario Clerici, Presidente del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate – Un intervento che assume maggiore valenza a fronte delle modificazioni climatiche che interessano anche il nostro territorio. –

Ti è piaciuto l'articolo?