Analisi delle presenze di Ungulatigiovedì 16 maggio 2013

Analisi delle presenze di Ungulati

Alla sede del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate numerose segnalazioni di ungulati giungono regolarmente, dando conferma di quanto osservato dal Gruppo Fauna delle Guardie Ecologiche Volontarie dell’Area Protetta. Grazie alla collaborazione dell’Università Degli Studi dell’Insubria ed il supporto delle Guardie Ecologiche Volontarie, gli ungulati dell’Area Protetta saranno oggetto di un monitoraggio estensivo e per aree campione.

L’incremento delle popolazioni di cervo e capriolo in tutta la zona montana e prealpina lombarda e ticinese, determinato sia dalla disponibilità di aree forestali sia da una corretta gestione venatoria delle specie, è un evento che ha coinvolto anche il Parco Pineta, che negli ultimi anni è stato interessato da un incremento delle presenze di queste specie. Le aree boscate del Parco sono infatti idonee alle esigenze di cervo e capriolo, sia per la loro estensione sia per l’alternanza con zone prative. Le presenze di cervo e capriolo sono frutto di colonizzazioni spontanee e non sono frutto di progetti di reintroduzione; gli esemplari osservati sono soprattutto giovani maschi o subadulti, più soggetti ai fenomeni di dispersione. Il gruppo Fauna delle GEV del Parco Pineta, durante le attività di rilievo faunistico, ha individuato le aree di maggior frequentazione dei cervidi, informazioni, spesso confermate da rilievi con fototrappole; queste apparecchiature sono costituite da fotocamere digitali dotate di un dispositivo a rilevazione infrarossa in grado di individuare il passaggio dell’animale ed inviare il segnale alla macchina digitale che scatta automaticamente la foto. Negli anni scorsi, inoltre, lungo le strade principali, l’Area Protetta ha collocato catarifrangenti ideati per spaventare gli animali ed evitare il rischioso attraversamento.


Grazie al coordinamento scientifico dell’Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali (UAGRA), Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, due stagiste del Corso di Laurea in Analisi e Gestione delle Risorse Naturali condurranno in prima persona le attività di monitoraggio, supportate dalle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Pineta, esperte conoscitrici del territorio. Gli ungulati selvatici presenti nel territorio del Parco non sono mai stati oggetto di uno studio specifico; di conseguenza, le conoscenze sul popolamento, sia in termini di presenza e distribuzione delle specie, sia in termini di abbondanza, risultano scarse e lacunose. L’attività di monitoraggio si prefigge lo scopo di descrivere quali-quantitativamente le presenze di Cervo, Capriolo e Daino e verificare l’eventuale presenza di Cinghiali.


Tra gli obiettivi:

  • la caratterizzazione dello status attuale delle popolazioni di ungulati, in termini di distribuzione e di abbondanza relativa, mediante l’impiego di adeguate tecniche di monitoraggio estensivo e per aree campione;
  • archiviazione, analisi dei dati e definizione di un approccio metodologico funzionale alla raccolta standardizzata e alla georeferenziazione dei dati quali-quantitativi per un regolare monitoraggio, nel tempo, della distribuzione e della consistenza delle sopracitate specie;
  • la formazione di personale operante all'interno del Parco, al fine di un coinvolgimento dello stesso sia nel corso del progetto, sia per una successiva gestione autonoma, da parte del Parco, dei protocolli di monitoraggio. Questo aspetto risulta particolarmente importante, per poter garantire una raccolta costante e standardizzata dei dati sul lungo periodo, unico strumento che può fornire gli elementi necessari per ottenere un quadro distributivo e delle consistenze delle specie di ungulati su ampia base territoriale, oltre che fornire utili informazioni sulla dinamica delle popolazioni e sulle eventuali interazioni tra le specie;
  • l'elaborazione di proposte di gestione. Sulla base dell’analisi dello stato attuale delle popolazioni di ungulati e della individuazione di eventuali elementi di criticità e/o problematicità, vengono definite delle linee guida per la conservazione e gestione delle specie considerate.

Metodologie di approccio e svolgimento si basano anche su quanto riportato nel volume "Monitoraggio di Uccelli e Mammiferi in Lombardia"

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